15 giugno 2010
CANTIERE OSPEDALE
Ci siamo;
abbiamo chiuso (si fa per dire) il cantiere casa e riaperto nuovamente quello dell’ospedale fermato per qualche giorno dopo il mio arrivo in Cameroun l’8 Giugno;
Dino guida una squadra di muratori che lavorano 12 ore al giorno sugli impianti dell’acqua e Giuseppe sulla parte dei rivestimenti con una altra squadra di ragazzi;
non vedevo l’ora di riprendere i lavori; la nostra vera ragione di presenza qui nel caldissimo cameroun: l’ospedale Notre Dames des Apotres;
Enrico invece presidia la casa e pittura tutto quello che di sporco esiste…. Non credo riuscirà per il suo rientro in Italia a terminare tutto, ma almeno ha reso, con una pennellata dopo l’altra l’ambiente pulito e accettabile;
con la testa tra le mani una sera ci diceva che quando ha messo piede in casa per la prima sistemazione era “quasi alle lacrime” sfiduciato per l'enorme quantità di lavoro;
il lavoro di Dino e Giuseppe, coadiuvato dall’instancabile Benjamen, è enorme, ma procede ora per ora senza tregua; preparare i tubi, filettare le teste, mettere le guaine, posizionarli negli scassi, cementare le tracce;
pian piano si avanza;
stanza per stanza con Dino si decide, in base alla piantina, dove collocare tubi e quale priorità dare e quando Dino lascia la stanza entra Giuseppe per i rivestimenti;
è una catena di montaggio senza tregua; la pausa pranzo è ridotta all’osso e poi di nuovo al cantiere; la parte più difficile e reperire tra tonnellate di materiale le guarnizioni, i gomiti, i tubi, ecc;
spesso Dino mi domanda cosa ne pensi di questo raccordo lo monto a dx o a sx……. e io “da esperto e sgamato” idraulico trovo la dritta…e poi si procede;
incredibile ma vero;
dopodomani si mette in pressione l’impianto e se tutto regge….festa grande;
…ma che caldo infernale ….
Non piove; dove sei acqua?
18 giugno 2010
CONTAINER
È arrivato il 3° container; 20 tonnellate di merce (il più pesante) da costruzione che ora dobbiamo sistemare dentro l’Ospedale! Ma dove metterlo? non c’è spazio !!!
è uno solo dei problemi di questo giorno;
abbiamo chiamato, come di consueto, Dauda, “l’uomo buono” della Sodecoton (la società canerounese che si occupa di raccogliere il cotone), per sollevare i cont; ; è slanciato, con una montatura di occhiali color oro; è elegante ed autorevole nel suo incedere; comanda una decina di uomini con efficacia e passione;
è bello vederlo lavorare; è un bell’uomo sui 40 anni di età circa anche se dopo tanti anni ho imparato a non dare età agli africani perché si sbaglia sempre;
è arrivato con due camion enormi dotati di ganci ma vedo che per gli spazi a disposizione, la difficoltà di manovra (e tanto per rendere la cosa più complessa, un autista è pure ubriaco), non renderanno facile le operazioni;
SONO LE ORE 13,00
Dauda è veramente bravo, manovra con perizia ed efficacia entrambe i mezzi; posiziona il primo e poi il secondo; il rimorchio con il cont è collocato al centro ad opera del 3° camionista (arabo);
è un gioco di mezzi meccanici pericoloso e difficile;
il cont è agganciato con catene che si tendono sotto il peso; 20 ton sprofondano nella sabbia e le balestre del treno posteriore dei camion sono piegate allo spasimo;
temo si spacchino;
nulla si solleva dal cassone del mezzo che li ha trasportati fino a questo momento nonostante i motori meccanici siano al massimo della potenza;
aumenta la forza dei motori dei mezzi e d’improvviso di pochi centimetri la pesante base si solleva; ancora un poco…ancora un poco, sembra un miracolo…si solleva troppo lentamente ma quanto basta per portare fuori il cont dal pianale del camion
che si allontana tra scricchiolii impossibili per gli attriti;
evviva; evviva evviva
per altre quattro ore si lavora per collocarlo nella posizione ritenuta più idonea; anche questa è fatta; Dauda non ha richiesto alcun pagamento dopo un intero pomeriggio trascorso per questo lavoro;
ci sdebiteremo;
ora attendiamo il 4° ed il 5°cont, dovrebbero essere qui a giorni;
il cantiere avanza di nuovo;
..e il racconto continua...