Venerdì 11 giugno
Djamboutou – Garoua – Nord Cameroun
“chi la dura, la vince”
si riunisce il 1° consiglio di amministrazione dell’ospedale Notre Dames des Apotres
ore 08,00
temporale mattutino;
beneficio dalla calura per qualche minuto e ora l’umidità si taglia con il coltello; ma per ora, solo per qualche minuto godo della piacevole sensazione di una brezza fresca che taglia via il caldo, caldissimo giorno africano; l'aria è decisamente più fresca almeno per ora; l’africa si vive momento per momento;
news sui volontari
un breve momento di defaiances da adattamento ha colpito Filippo (che è stato male ma non troppo!!!), ed eroicamente dopo appena 24 ore si è rimesso in piedi, e di Dino che ha avuto un breve momento di stanchezza durato un solo pomeriggio ed ora corre come un treno (più di prima !!), rendono la quotidianità sempre mutevole e dunque imprevedibile ; insomma tutto a pieno regime;
invece, il neofita d’Africa Enrico è come una panzer della vecchia guerra e non si ferma mai, gode di ottima salute e …ha perso almeno 8kg; il suo medico sarà molto contento della cura nel centro termale di Djamboutou !
sarebbe da consigliare a tutti i “rotondetti di questo nostro mondo occidentale”.
CUMSE vi propone un mese di cure dimagrante a basso costo e di sicuro effetto;
…altro che creme e pastiglie……
bene ma torniamo alle cose importanti;
si costituisce il primo Consiglio di Amministrazione dell’HOpital Notre Dames Des Apotres; una vera rivoluzione democratica di gestione dell'ospedale istituito con grande coraggio per permettere una miglior gestione e partecipazione allo sviluppo delle attività sanitarie. E’ composto da africani e da due bianchi: il sottoscritto che di diritto entra nel consiglio per “meriti sul campo” a ragione del lungo lavoro di CUMSE, e dal responsabile del Coe locale. Dunque non è stato vano il lavoro di 10 anni;
La riunione iniziata alle ore 9,00 puntuale è durata quasi ininterrottamente 6 ore;
vi assicuro che non è stato possibile annoiarsi;
su tutti i fronti CUMSE esce consolidato con un ruolo ufficiale, vantando una autonomia decisionale e operativa che impronta una precisa idea di gestione dell’ospedale con proposte di cambiamento che fino a questo momento non era stato possibile neppure proporre alla vecchia gestione.
Cosa abbiamo proposto e cosa si realizzerà:
l’arruolamento di:
1. un medico specialista ginecologo,
2. un medico internista in più,
3. un amministratore gestionale,
4. l’informatizzazione dei punti sensibili,
5. attività a 360° su tutto il territorio con l’attività di operatori di santè distribuiti nei villaggi limitrofi permanentemente;
che potevamo chiedere di più?
La partita è solo all’inizio e richiederà forte impegno da parte nostra, ma abbiamo lottato per anni resistendo anche alla tentazione di lasciare che le cose andassero alla “africana maniera”.
Amici,
è troppa l’emozione del momento …potrebbe venirmi un infarto;
godiamo insieme del risultato agognato per tanto tempo;
Domenica 13 giugno
Jalingo Garoua –Nord Cameroun
è stata una giornata memorabile per tutti noi;
L’invito arriva da Don Mario, amico di sempre, che vive in Africa da circa 10 anni e che ci coinvolge nella festa della sua comunità; uno sperduto villaggio di 2000 mila anime nella savana più brulla a nord di Garoua;
la sua casa sorge su un piccolo rilevo collinare dalla cui cima si domina la pianura sottostante dando all’osservatore un panorama da mozzafiato soprattutto quando all’imbrunire, i colori della sera che precedono la notte sono così intensi e forti da sembrare persino surreali; il rosso, giallo, verde, blù sono miscelati in un caleidoscopio di rara bellezza e continuamente mutevole.
Soffermarsi ad ammirare tanta bellezza è come pregare davanti alla nostra Madonna
L’occasione della festa è stata offerta dalla Prima Messa di un giovane sacerdote che ha celebrato nel suo villaggio natale, per l’appunto Jalingo;
abbiamo assistito a una tipica e non rara festa africana nel cuore dell'Africa;
una festa in grande stile con centinaia di persone e tanti amici giunti da vicino e da lontano. La festa nel cuore dell’africano “prima di essere un evento è un luogo” ; nella festa, lui (l’africano), si ritrova con se stesso, con la sua tribù, con le sue tradizioni, con il mondo circostante per riappropriarsi delle sue tradizioni più lontane e allo stesso tempo più care;
Ho nel cuore molte cose ma forse soltanto una le riassume tutte:
la gioia dell’incontro; noi occidentali non siamo più abituati a vivere momenti tanto intensi animati dalla sola spontaneità; si legge nel volto delle persone che danzano, ballano, il desiderio di condividere un pezzo di storia della tribù che si ritrova nella solenne promessa di un giovane; pensate che anche una donna con un piede rotto, che abbiamo soccorso e assistito ha superato ogni genere di difficoltà per partecipare alla cerimonia.
la celebrazione è iniziata alle nove della mattina, in una chiesa stracolma di gente e si è conclusa dopo ben quattro ore (non ne potevamo più !!). e dopo….. festa, tanta festa, danze e tamburi, canti ..ininterrottamente fino allo sfinimento; ;
movenze e ritmi che richiamano tutto il cuore dell'Africa nera più antica ed tradizionale hanno accompagnato le ore successive suscitando sensazioni difficili da descrivere e ancor più da immaginare, direi …….da pelle d’oca. Qualcuno di noi si è anche commosso; vibra il cuore……al ritmo dei tamburi;
queste emozioni le dona gratuitamente l’Africa, chiedendo in cambio solo la presenza ed il….. silenzio di chi abbandona anche solo per un attimo il proprio bagaglio di occidentale;.
Venite anche voi; provate e vedrete che cosa succede;
lunedì 14 giugno sera 19.00
PAUSA
sono solo;
è un momento di libertà;
strano a dirsi ma anche qui, nel cuore dell’africa nera i momenti di solitudine sono rari; conduciamo una vita intensa, sempre in comunità e le pause, ovvero quei momenti di silenzio dove nessuno chiede e non c’è nulla da fare, sono veramente rare;
questa sera gli amici sono andati a vedere la partita di pallone della nazionale italiana. Sono tranquillo ma stanco di una giornata intensa per il lavoro e i problemi di cantiere, numerosi, che gestisco insieme ad Alberto quotidianamente;
siamo in casa da poche ore, nella nuova casa e l’entusiasmo è grande (grande quanto la fatica che è stata necessaria per sistemarla); stiamo discutendo da un poco ed a oggi ancora non siamo riusciti a progettare con definitività l’avvio del cantiere dell'ospedale per tante ragioni tutte vere ed importanti e la casa richiede ancora tempo e molti lavori di sistemazione. Per quanto riguarda quest’ultima fino a questo momento abbiamo:
1. pitturato all’interno i muri della casa, le porte e gli infissi (enrico è l’imbianchino ufficiale bravissimo e preciso)
2. rifatte alcune porte interne e pitturate
3. sistemato, anche se non completamente in sicurezza, l’impianto elettrico, (opera di Riccardo)
4. aperte nuove finestre e messe in sicurezza con inferiate;
5. rifatti completamente i bagni (alla maniera europea) e rifatti tutti gli scarichi (erano un disastro)
6. svuotate le fosse biologiche, e sigillate nuovamente
7. predisposte le tubature per i nuovi allacciamenti idraulici,
8. costruita la lavanderia ed attrezzata con nuovi scarichi, pavimenti, prese d’aria ecc.
9. avvio dei lavori di costruzione del garage che ospiterà la CUMSEvoiture e la CUMSEmoto
10. preparate le verande che proteggono le finestre
insomma la casa è proprio la nostra casa ed ora dovremo riflettere su come gestirla, mantenerla e arricchirla ben sapendo che ora abbiamo maggiori responsabilità anche in questa nuova “proprietà” , sì perché voi non lo sapete ma da qualche giorno abbiamo firmato davanti a notaio la cessione della casa per il passaggio da COE e CUMSE; è certamente stato un bellissimo momento;
Siccome ci allietiamo di buone notizie, (quando ci sono !!) viviamo dell’attesa dell’arrivo del 3° e 4° e 5° container. Se questo fosse vero potremmo provvedere con rapidità a realizzare la parte di rifinitura dell'ospedale che altrimenti rimarrebbe ferma. cerco in questo momento di raccogliere un po' le idee dopo le giornate intense trascorse con le persone care che mi accompagnano in questo viaggio che hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e grandi competenze. Ritengo che sia un gruppo eterogeneo e capace di operatività concreta e lucidità anche nei momenti difficili.
l'orizzonte è illuminato da lampi potenti si sta avvicinando un altro temporale;
vado a aggiungere i miei amici davanti alla TV …anche se il calcio non mi interessa proprio;