10/07/2010
Continua il racconto dei giorni trascorsi in Africa dei volontari Cumse


Dalle pagine del DIARIO DI VIAGGIO di Roberto Stigliano...

20 giugno 2010

FESTA

Bene amici, la immaginavamo proprio così;
tanti amici per casa, vecchi e nuovi, qualche dolce fatto in casa e pure qualcosa acquistato nella “nota boulangerie” di Garoua, (c’è di che farsi venire il tifo!!!);
il tutto imbandito sulla nostra bella tavola apparecchiata di tutto punto come si addice alle grandi occasioni con bevande fresche e soprattutto, badate bene soprattutto il principe delle grandi occasioni: lo champagne MUMM, squisito nettare anche per i palati più esigenti;
così abbiamo inaugurato la nostra casa, la nostra piccola e “calda casa africana” tra risa, brindisi, chiacchiere che si sono protratte fino alle 22,30 (orario insolito per noi a queste latitudini);
c’erano quasi tutti quelli della comunità italiana di Garoua eccetto qualcuno che non perderemo l’occasione di invitare a cena quanto prima ovvero quando avremo piatti, sedie, pentole, posate ecc. ecc. a sufficienza per onorare il ruolo degli ospiti in modo dignitoso;
non sembrava possibile ma abbiamo raggiunto un obiettivo importante che sancisce e consolida il  nostro impegno e la nostra presenza su questo territorio.
Come la utilizzeremo, quanto la vivremo, chi la gestirà, quanto ci costerà mantenerla, sono i problemi che lasciamo a domani….questa sera viviamo la gioia di un risultato che solo qualche giorno fa era inimmaginabile;
…dimenticavo,  ad aiutarci in cucina e nelle faccende domestiche  c'è Lilian che dalle 7,30 alle 14,00 si occupa di spesa, pulizia, cucina; è aiutata e seguita quotidianamente da Filippo che impartisce disposizioni (un po’ minacciose a volte!!!!) ma solo perché è alle prime armi!!!;
alla sera invece (solo perché un po’viziati e stanchi) ci accudisce con amore materno Abiba, la mamma di Tistel (per intenderci la moglie di Giorgio), che cucina manicaretti italiani e ogni sorta di altro bene alimentare;
così ci siamo arrangiati noi poveri volontari tutti maschietti   in questa bellissima landa assolata del continente africano.
A breve entro fine mese, ospiteremo Maurizio e poi Francesco che si dedicheranno alla installazione dell’impianto elettrico e poi……… a chi toccherà di voi ???


23 giugno 2010

UNA SERA DIVERSA

Può sembrare difficile a credersi ma anche qui esistono dei piccoli “ristoranti” che preparano cucina locale e offrono uno spazio esotico per chi volesse “mangiare fuori casa”; la tipologia del tipico ristoro locale è quello musulmano, dove si mangia carne bianca o di capra, su usano le mani per prendere il cibo, e si è accucciati per terra su una stuoia, sotto una pianta, accompagnando il cibo con bibite dolci o succhi di frutta giganti;
l’altro ristorante ovvero quello un po’ meno africano, (quindi un po’più occidentale!) è dotato di tavoli e sedie ed ha una atmosfera vagamente occidentale …badate però  che la cucina non cambia molto perché è a base di pollo, patate, planten (banane) fritte, riso, e poco altro fanno da pasto ordinario e “straordinario”;
ieri sera però era una serata speciale;
il viaggio per alcuni di noi dura da molto tempo, Dino ed Enrico sono al secondo mese di permanenza, e non avendo mai avuto dal nostro arrivo una pausa conviviale ci siamo concessi una buona mangiata “al poulen”, ristorante gestito da un francese che ci ha accolto al nostro arrivo;
è un piccolo ristorante persino elegante, e il cuoco ci ha intrattenuto con manicaretti gustosi e ben preparati: carne squisita (difficile da trovare da queste parti), pesce impanato (ottimo capitone di fiume) e salsine a base di yogurt con contorni vari;
è stata una serata ricca di risate e di allegria, rievocando con Dino le peripezie del Congo e tanti altri viaggi raccontati tra l’ilarità generale; 
ne avevamo bisogno;

il ritmo di lavoro intenso, il caldo, le notti insonni, le brevissime pause di riposo durante il giorno e i tanti, troppi problemi  della quotidianità di cantiere necessitavano di una pausa; e poi….

abbiamo fatto festa anche perché poco prima di recarci alla cena facendo il punto sulla situazione del cantiere, abbiamo constatato che:
√ l’impianto idraulico è quasi al termine (con  grande soddisfazione di Dino che dice di aver lavorato meglio del precedente cantiere),
√ Filippo e Giuseppe hanno collocato 12 infissi in alluminio in un giorno e mezzo e che prevedono (sempre che non ci siano intoppi !) di terminare tra 10 giorni tutto il lavoro,
√ Enrico con il suo pennello magico proverà nei prossimi giorni la pittura al quarzo da esterni della casa e dell’ospedale;
avete visto quante buone ragioni per fare festa ?



25 Giugno 2010


UOMINI

C’è silenzio;
da parecchi minuti osservo nel silenzio totale della tavola, accompagnato dallo stridio di qualche uccello e dai rumori esterni del villaggio, i loro volti;
è la pausa pranzo delle e 13,00, dopo il duro lavoro di questa mattina iniziato alle 7,00;
siamo nella nostra casa, intorno al tavolo della sala;
pesce in intingolo con spaghetti e poco altro di contorno; un accostamento originale vero!
ma gli africani non sanno cucinare altro con la pasta;
sono tutti silenziosi i miei amici; certamente stanchi oltremisura;
li osservo; 
abbiamo appena cominciato a mangiare; hanno tutti la testa china sul piatto, ciascuno assorto nei pensieri del lavoro appena concluso;
Filippo, con il viso così dolce e quella parlata sciolta e dolce dalla cadenza veneta che incanterebbe chiunque; mi domando se Cumse sarà per lui una ragione di vita o sarà solo una breve esperienza; è un ragazzo intelligente e capace; pensate che di sua spontanea volontà e a “bassa voce” ha chiesto di poter lavorare alla installazione degli infissi in alluminio arrivati dall’Italia; questo aspetto era per me ragione di grande preoccupazione non avendo idea della persona che qui avrebbe potuto gestire questa installazione; ho potuto notare, seguendolo nel lavoro  che è molto abile e preciso; una vera manna per il cantiere;
Enrico, docile e scherzoso, sempre bonario nei suoi atteggiamenti, metodico e preciso nella esecuzione dei lavori; comincia ad avvertire la stanchezza dei due mesi trascorsi in Africa ma nonostante tutto come un panzer prosegue il suo passo;  lo attende una prova difficile quella della pittura delle superfici esterne della casa; è stato capace di instaurare una buona relazione con gli africani che oramai da mesi frequentano i cantieri e in questa si gioca con il suo animo buono e accondiscendente;  a metà mattina e nel tardo pomeriggio offre agli operai del cantiere un biscotto che acquista nel piccolissimo Bourò di Aaron, appena fuori dalla porta di casa Cumse; 
Dino, energia allo stato puro, inarrestabile dalle 6 della mattina (anche prima) alle 21,30 della notte quando prende “la via del letto” per il meritato riposo; non si concede riposo e non domanda nulla tutto il giorno ma è esigente all’ora del pasto dove la fame deve essere saziata a tutti i costi; è al suo 6° viaggio in Africa nei cantieri di mezzo mondo dove Cumse ha avuto una presenza ed un progetto; mi chiedo se, senza di lui, i miei viaggi e buona parte dei progetti costruttivi realizzati sarebbero divenuti realtà;
con un velo di tristezza penso a quale sarà il suo ruolo nei cantieri in prossima alla tenera età di 73 anni?
Giuseppe, alla sua prima esperienza d’Africa magnificamente vissuta nel rispetto delle persone, nell’ascolto delle esigenze, nella scoperta della realtà che lascia passare per “osmosi” nel cuore in modo delicato e persino elegante;  è certamente un grande uomo di sostanza; è stato il primo piastrellista nel cantiere ed ha insegnato ad un giovane a posare rivestimenti; è un uomo equilibrato e di pace sempre proteso alla giustificazione ed alla comprensione, ottimo lavoratore…che sopporta stoicamente il suo mal di schiena;  sarà certamente un ottimo compagno di viaggio nei prossimi viaggi;
questi sono gli uomini, i volontari, gli amici, che mi hanno accompagnato in questo viaggio, unici nel loro genere per competenze, generosità e cuore; non posso non considerarmi fortunato e onorato di averli con me e di avermi concesso piena fiducia in una missione così delicata e faticosa; 
chi sarà il prossimo?



Sabato 26 giugno 2010

IN VIAGGIO VERSO L’EXTREM NORD

La Cumse mobil è lanciata alla folle velocità di 95 Km orari sulla strada verso Maroua nell’estremo Nord; il paesaggio non finisce mai di incantare con le sue distese di savana aperta fino all’orizzonte,
e fa nascere spontanea la domanda: ma dove finisce questa landa assolata dove uomini ed animali vivono allo spasimo delle risorse umane;
sono appena cominciate le prime piogge che sono un autentica benedizione del cielo; non pioveva da ottobre; penso ai 250 L di acqua che ogni cittadino europeo consuma di media al giorno; qui invece, nella stagione secca con le temperature che superano facilmente i 50 gradi, si vive con 750ml di acqua  al giorno a testa;
incredibile vero? ……ma possibile; lo dimostrano questi uomini, magri come chiodi e longilinei, nascosti dai loro larghi copricapo e dalle lunghe tuniche che seguono le mandrie al pascolo; 
mi soffermo a guardare un giovane pastore che guida le sue vacche nella savana percorrendo la pista accanto alla strada asfaltata; mi nasce spontanea una domanda: cosa penserà in questo momento quel giovane uomo della vita, dell’amore, quali progetti avrà per il futuro; 
ho un senso di sconforto e il silenzio mi invade;
non riesco a darmi alcuna risposta  possibile; vorrei fermarmi per parlargli; ma….che lingua userà, non certo il francese ! forse il ghisigà o l’arabo, il mafà, il chedar, il Fulbè,  l’ewondoo ….. ma dove mi trovo, santo cielo, se non posso comunicare con un mio simile di cui non conosco e non conoscerò neppure il nome; che mondo è questo, così distante dal mio, che non usa internet, cellulari, coca-cola, televisione; quale sarà il senso della sua vita perché se il senso della vita di un uomo è nel suo progetto allora quale sarà il suo, che dall’alba al tramonto è sulla pista, nella savana, insieme alla mandria;  
devo rivedere qualcosa nella scala dei miei valori e domandarmi se  “aver senso” significa “avere un progetto” oppure se “senso della vita” sia anche solamente-semplicemente vivere per mangiare, crescere, sposarsi, generare figli e ….. seguire la mandria …..;
deve essere certamente così! 
altrimenti non riuscirei a comprendere il sorriso di tante persone che ho incontrato qui, non potrei interpretare il desiderio di festa che appartiene a questo popolo, non capirei i grandi-pur se celati segni di speranza che vedo quotidianamente stando accanto a questa gente; la vita ha senso già da se ovvero si giustifica da sola per il fatto stesso che è vita in qualunque forma e in qualunque luogo si presenti;
è questo che dona dignità al suo pellegrinare infinito per la savana in cerca di acqua e di pascolo; conoscere la ragione per cui alzarsi dal letto al mattina è una preoccupazione tipicamente occidentale, certamente importante, ma non può essere discriminante verso chi si leva all’alba per far qualcosa di molto più semplice e forse apparentemente primordiale;
dunque non può esistere una sola ragione di vita ….. ma cinque miliardi di buone ragioni per vivere e gioire sereni ed in pace;
in conclusione: la vita vale per ciò che è, indipendentemente da tutte le congetture, le sovrastrutture mentali e culturali di cui siamo a volte anche vittime ignare;
semplice !
mi allontano dal pastore e dalla sua mandria  più sereno e rispettoso del ruolo che ha conquistato nel mondo….nel suo mondo;



2 luglio 2010

VEGLIA ALLE STELLE

Strano a dirsi  ma gli amici sono andati a vedere la partita di calcio Ghana-Olanda  ed è anche inutile dire che tutti noi tifiamo per la squadra africana; siccome non mi fido di lasciare la Cumse casa “da sola” ed il calcio non mi interessa, resto solo in compagnia di me stesso, nella penombra delle fioche luci della casa;
mi accendo la pipa e mi siedo sul taburè di legno sotto la veranda; lo abbiamo acquistato pochi giorni fa da un venditore; è veramente comodo;
non fumo mai la pipa a casa, ovvero in Italia, perché accenderla è dare avvio ad un “rituale sacro” che merita silenzio, tempo, pace interiore e tutto questo mi è concesso raramente nella quotidianità milanese, pertanto….. fumo quando posso ovvero solo in africa !
sono assorto nei pensieri, tanti pensieri che sembrano non trovare una collocazione ordinata nella testa con le uniche compagne di questo momento: le zanzare piccole e malefiche che disturbano e deconcentrano;
…… ma perché il Padre eterno ha creato le zanzare; non lo capirò mai !
mi decido e alzandomi dalla comoda posizione in cui mi trovo,  con coraggio spengo la luce della veranda e della casa;
sono al buio; ……. E …… mi trovo in paradiso;
tra gli alti e frondosi nimiè del giardino della casa ho un grande squarcio di cielo sopra la testa;
è illuminato dalle stelle; miliardi di stelle che nella scarsa illuminazione di questa zona sembra di poter toccare con la mano;  è meraviglioso anzi stupefacente;
sono impressionato e suggestionato; fino al tardo pomeriggio nuvole nere sembravano  voler portare pioggia e nelle ultime ore invece la schiarita del cielo;  
il cuore vola al periodo trascorso con i volontari, alle difficoltà sopportate ma anche e soprattutto, ai successi di questo viaggio, alle persone care incontrate e a quelle lasciate a casa, agli impegni futuri in terra d’Africa e quelli del ritorno milanese, ….ai sogni che sono desideri e pegni d’amore, di servire questa gente e di sostenerli nella salute, nella cultura, nelle arti e nei mestieri; mille e mille pensieri  che aleggiano nel cuore e che desidererei divenissero realtà;
rispetto, sensibilità, cortesia, accoglienza, tolleranza, amicizia, sono leggi dell’universo umano dimenticate nei mille focolai di guerra di questo mondo, nei bimbi denutriti, nella sete di intere parti di mondo, nella fame di miliardi di persone, nelle malattie più atroci eppure siamo tutti sotto lo stesso maestoso e armonioso cielo
….. ma la mente viene, suo malgrado, trascinata lontana da questo caos di emozioni;
mi sento come risucchiato; mi lascio andare ad occhi chiusi; ho un groppo alla gola;
contemplo;
silenzio;
non ho più parole;
è come se il cervello mi si fosse resettato per riordinarsi in un’altra dimensione; è la bellezza e la maestà dell’universo che parla; tanta bellezza non può essere stata creata per nulla;
tutto questo è dono gratuito e io-noi ne siamo depositari a volte ignari;
come sono rari questi momenti;
che fortuna poter essere qui; voglio tornarci;
mi sento libero da ogni fardello;
dono gratuito per chi lo sa e per chi lo vuole ricevere;


>>  P R O S S I M I  E V E N T I
30/06/2012
Rassegna D'arte di San Fermo (VA)
30.06 alle ore 15 al 01.07 ore 22
17/06/2012
Cinisello di CORSA per l'AFRICA
La prima gara podistica stracittadina a Cinisello
03/06/2012
Fiera Del Cardinale
Cumse presente alla Fiera mensile dell'antiquariato a Castiglione olona
31/05/2012
1,2,3... Dance this is for Africa!
saggio spettacolo di danza a favore dei progetti CUMSE
27/05/2012
Festa di Primavera a Vedano Olona
Bancarella Cumse al Parco Cittadino di Vedano Olona
24/05/2012
Concerto per Violino e Piano
Concerto privato del maestro Lorenzo Gorli
20/05/2012
El Mercatel su la Martesana
Cumse partecipa per la prima volta al caratteristico mercatino milanese
19/05/2012
Grande Risottata Benefica
A Castiglione Olona in piazzetta Barili in occasione della manifestazione tra Arte e degustazione
18/05/2012
Millevoci in Concerto
Appuntamento annuale con la musica corale. L'incasso è devoluto a CUMSE
18/05/2012
Concerto corale MILLEVOCI
Annuale appuntamento con la Corale Cinisellese che da anni sostiene eroicamente i nostri progetti.
Facebook
Twitter
Youtube
Soundcloud
Flickr
FONDAZIONE CUMSE Onlus - via Cantore 19 Cinisello B. (MI) C.F. 97563850151 tel e fax: ++39.02.320629618 mailto: segreteria@cumse.it
Privacy   
Copyleft   
Policy